Ripartizione delle Spese di Riscaldamento: la Nuova UNI-10200/2013

Data l’importanza dell’argomento, riportiamo di seguito l’informativa (scaricabile in pdf) sulle principali novità e relativi adempimenti, necessari a garantire una Corretta e AdeguataRipartizione delle Spese di Riscaldamento e Acqua Calda Sanitaria“, a servizio degli Impianti Centralizzati negli edifici Condominiali.
Ricordiamo che con i Decreti Leg.vi N°102 del 04/07/2014 e 141//2016 (in attuazione della Dietrttiva 2012/27/UE sull’Efficienza Energetica), riguardanti le misure per promuovere il miglioramento dell’efficienza energetica per il conseguimento dell’obiettivo nazionale del risparmio energetico (ovvero, la riduzione entro il 2020 di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio dei consumi di energia primaria), emerge che l’adozione di Sistemi di Contabilizzazione e Regolazione del Calore, risultano essere uno strumento valido per l’ottenimento di tale risparmio.
Da cui si evidenzia l’obbligatorietà di applicazione della UNI-10200/13 o 2015, quale unico strumento utilizzabile ……. quindi, l’Assemblea Condominiale non può far altro che deliberare in tal senso, rendondo praticamente “nulla” qulsiasi altra decisione in merito !

N.B.: si evidenzia che con il D.Leg.vo N°141/’16, si mettono in rilievo alcuni aspetti signifivi per l’applicazione o meno della UNI-10200/2015, quali: a) l’Impossibilità Tecnica di adeguamento/installazione di tali sistemi (puttosto improbabile ma possibile) che, dovrà comunque essere dimostrata/realzionata da un professionista abilitato ; b) Inefficianza dell’Intervento in termini di Costi (ovvero, vi è una sproporzione tra costi e risparmi energetici potenziali). In entrambi casi occorre che vi sia un’apposita relazione tecnica da parte del progettista e/o professionista abilitato.
Inoltre nel caso in cui, siano comprovate tramite apposita relazione tecnica asseverata (di un professionista abilitato), differenze di fabbisogno termico per mq. tra le unità immobiliari costituenti il condominio/edificio, superiori al 50%  …… in tal caso è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti (ovvero spese di riscaldamento e A.C.S.), in misura di almeno il 70% (minimo) per la Quota di Consumo Volontario (ovvero energia prevaleva dall’impianto individulmente), mentre la restante Quota Fissa, potrà essere deliberata liberamente dall’assemblea, con uno dei sistemi abitualmente riconosciuti ed utilizati (millesimi di riscaldamento, mq. , potenza, ecc.). Questo “solamente“, previo l’effettiva verifica e relazione asseverata da parte di un tecnico abilitato ….. pertanto l’assemblea non potrà decidere liberamente se disapplicare la UNI-10200/2015 e solo in caso di esito “positivo” (dell’eccezione sopra menzionata), potrà deliberarne l’applicazione o meno con eventuali criteri di ripartizione delle spese.

Non è assolutamente consentito, ad oggi, il riscorso ai così detti “Coefficienti Correttivi“, a compensare le maggiori dispersioni  delle unità immobiliari !!!             

Collegandovi ai seguenti Link, potrete avere ulteriori informazioni sull’argomento, tramite chiarimenti di esperti e noti professionisti del settore:

(Video Uno)

(Video Due)

(Video Tre)

(Video Quattro)

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